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L’ATTIVISSIMO “BAR STADIO” DELLA POLITICA ITALIANA

28/04/2013

ministri-governo-lettaIeri Letta non aveva ancora finito di leggere la lista dei ministri che già il Bar Stadio della politica (Facebook con l’aggiunta di blog vari e assortiti) gridava allo scandalo. Alfano vicepremier? La Bonino agli Esteri? L’ex sindaco di Padova allo Sviluppo Economico? Una donna di colore ministro? Tutte posizioni preconcette, basate sull’assunto che questo governo non poteva che essere un pasticcio, un inciucio, l’apoteosi del “magna magna”.
Giusto il tempo di lasciargli consultare l’archivio e abbiamo appreso che Flavio Zanonato (l’ex di Padova) è un “bersaniano doc”, che Andrea Orlando (Ambiente) è un “Giovane Turco”, che Anna Maria Carrozza (Istruzione) è prodiana, che Graziano Del Rio (Affari Regionali) è renziano e che Carlo Trigilia (Coesione Territoriale) e Massimo Bray (Beni Culturali) sono considerati “dalemiani di ferro”.
L’altra sponda è invece presto inorridita per il fatto di ritrovarsi due CL, Mario Mauro (Difesa) e Maurizio Lupi (Trasporti e Infrastrutture) al governo; e poi che nello stesso ci sono Berlusconiani “doc” come Angelino Alfano (Interno), Nunzia De Girolamo (Agricoltura) e Beatrice Lorenzin (Sanità); e ancora centristi come Giampiero D’Alia (Pubblica Amministrazione e Innovazione),.Anna Maria Cancellieri (Giustizia) ed Enzo Moavero Milanesi (Affari Europei).
Oggi, dopo una notte insonne passata a sfrugugliare curricula, i nostri “addetti ai lavori” ci hanno fatto sapere, fra l’altro, che della gestione Zanonato di Padova si ricordano soprattutto il suo “muro di via Anelli” e le multe alle prostitute, che la PDL Nunzia De Girolamo (per chi ancora non lo sapesse) è sposata con il parlamentare Pd Francesco Boccia e, udite udite, che il neo ministro della Sanità, Beatrice Lorenzin, non è né medico né infermiere, ma “soltanto” diplomata al Liceo Classico!
fuga-cervelliMa farsi una buona dormita e aspettare, prima di pontificare, che questi almeno dicano “bah” … proprio no?
La questione del titolo di studio, poi … ma dove sta scritto che il ministro della Salute deve essere un medico o un paramedico? E, allargando il discorso, dove sta scritto (sempre ammesso che debba essere scritto da qualche parte) che chi ha fatto “solo” il liceo non possa essere un bravo ministro? La “sensibilità politica” non si impara sui banchi di scuola … anzi, o ce l’hai oppure fai disastri, come ha dimostrato l’anno di governo dei “tecnici” di Monti: tutti professori stra-laureati e abbiamo visto con quali risultati!
In questi ruoli è molto meglio avere un “politico esperto” (e, in questo caso, il curriculum della Lorenzin è più che adeguato) piuttosto che un “addetto ai lavori” che saprà anche come funziona una camera operatoria ma non ha la minima dimestichezza con ciò che avviene negli oscuri palazzi romani. E poi, tornando alla Lorenzin, Tina Anselmi, Maria Pia Garavaglia, Rosy Bindi e Livia Turco, che l’hanno preceduta in quel ruolo, avevano tutte studi umanistici alle spalle (fra l’altro, anche la Turco s’era formata/fermata al Liceo Classico); e, per contro, non è certo per la sua breve permanenza al vertice del ministero della Salute che l’oncologo Veronesi è famoso nel mondo … e dell’ex ministro De Lorenzo, medico ottimamente laureato, non è che si abbia proprio un gran bel ricordo!
Lasciamoli lavorare e poi giudichiamoli per il loro operato … chissà, magari avremo un’altra riprova che “fa più la pratica che la grammatica!”.

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