Skip to content

CONTANO PIU’ LE BANCHE DEGLI ALTRI CHE LE NOSTRE IMPRESE

07/06/2013

Com’è noto, l’altro giorno il governo Letta è clamorosamente “andato sotto” sulla votazione di un ordine del giorno proposto dai componenti del Movimento 5 Stelle della X commissione (attività produttive, commercio e turismo).
Il provvedimento chiedeva all’esecutivo un impegno a sospendere l’emissione di cartelle esattoriali a danno delle imprese che vantano crediti nei confronti della Publica Amministrazione, qualora la somma fosse inferiore o pari al credito.
politici-cittadini-bancaIl governo era intenzionato, come già fece Monti ai tempi, a respingere tale impegno, ma il Parlamento, a quel punto, ha manifestato il proprio dissenso e in aula molti sono stati gli interventi a sostegno di quanto richiesto dai 5 Stelle.
Alcune considerazioni, a questo punto, sono a dir poco doverose.
Come ho già scritto in Facebook ieri, questo modo di fare (da parte del governo) è una vergogna e dovrebbe essere (se l’Italia di oggi fosse un paese “normale”) perseguito e messo all’indice.
Ai tempi il comportamento di Monti, in un’analaga situazione, fu a dir poco scandaloso: intervenne subito e con aria piccata disse che era “vergognoso pensare di non fare pagare le tasse” a qualcuno con quelli che chiamò “argomenti pretestuosi”.
Già, questi sono argomenti pretestuosi … lo Stato che non paga, invece, è un argomento virtuoso, vero? Il primo a dare il buon esempio dovrebbe proprio essere lo Stato; una volta vantare crediti nei confronti dello Stato era come avere un assegno in mano … magari a incassarlo ci metti un po’, ma sono soldi che sicuramente arrivano. Cosa che, in paesi come la Germania, è ancora la norma: lì se hai un credito nei confronti della pubblica amministrazione, nel giro di un mese incassi. Da noi c’è gente che è fallita in attesa di soldi che non sono mai arrivati.
zombieIl motivo lo conosciamo tutti: il nostro sistema politico (non gli Italiani tutti, come oggi dice qualcuno, ma, lo ripeto, il nostro sistema politico e ciò che ci gira attorno) s’è mangiato per strada i soldi con cui la nostra povera Repubblica avrebbe dovuto far fronte ai propri impegni e ora i nodi sono venuti al pettine.
Una brutta situazione che però ai tempi di Monti più che oggi (ricordiamo che quel governo nacque con in mano una “carta bianca” che difficilmente sarà mai concessa ad altri) si sarebbe potuta fronteggiare con pochi ma decisi interventi.
Si sarebbe potuto, per esempio, ridare fiato al sistema produttivo pagando chi vantava crediti nei confronti della Pubblica Amministrazione con dei titoli di Stato (magari, se possibile, emessi “ad hoc”); obbligando poi gli istituti bancari ad accettarli in garanzia di finanziamenti da erogare alle aziende che li avevano avuti in pagamento. Così le aziende avrebbero potuto lavorare (e non sospendere i lavori, licenziare i dipendenti o addirittura cessare l’attività), il “pubblico” avrebbe risparmiato inenarrabili e costosissimi contenziosi (e recuperato credibilità, anche a livello internazionale) e il sistema avrebbe ripreso a girare.
Le banche, ai tempi (inizio 2012), erano anche in condizioni di farlo, avendo ricevuto cospicui finanziamenti all’1% erogati dalla BCE di Draghi; ma le cose, com’è noto, andarono diversamente.
eòezioni-bancomatPilotate dal governo (che evidentemente perseguiva altri obbiettivi) e pressate dalla necessità, comprensibile ma sicuramente egoistica, di incamerare utili certi (piuttosto che rischiare erogando finanziamenti dall’esito potenzialmente incerto), le banche continuarono impeterrite a “fare finanza” anziché erogare finanziamenti, comprando titoli di Stato italiani che lo spread aveva reso molto appetibili ma di cui le banche tedesche e francesi, temendo il peggio, volevano disfarsi.
I numeri sono lì a dimostrarlo: allora circa il 35% del nostro debito pubblico era in mano estera (contro il 40% del 2011). Già quest’anno o al più tardi l’anno prossimo scopriremo che quel numero è sceso al 10 / 15%; e così, con il debito ritornato tutto in Italia, avremo risolto il “problema”. Già, perché questo era il problema, non certo la necessità di ridare fiato al nostro sistema produttivo.
Ben diversa è invece la situazione della Germania, dove il trend è esattamente l’opposto, con la componente del suo debito in mano estera che è passata dal 50% nel 2011, al 62% nel 2012. E poi dicono che la Germania, per l’Europa, non è un problema …
Quando troverete qualcuno (sì, qualcuno c’è ancora, ne ho trovato uno in Facebook proprio l’altro giorno …) che, bello convinto, vi dirà che Monti ha salvato l’Italia, oltre a “mettergli in mano” gli indicatori economici che provano il contrario (ce n’è una grossa!), fategli vedere anche questi numeri … Lo capisce anche un bambino come sono andate veramente le cose!
le-urgenze-dello-stato

Annunci
Lascia un commento

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...