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FERMATE IL PRESIDENTE

13/09/2013

Cos’hanno in comune il nostro Presidente della Repubblica e … un lupo? Certo non lo sguarda feroce del secondo, ma la spiccata propensione a “perdere il pelo ma non il vizio” … ecco, questa assolutamente sì!
Passano gli anni, infatti, ma la voglia di nominare questo e quell’altro, al nostro Presidente della Repubblica proprio non passa.
Un paio di anni or sono si cimentò nell’infausta scelta di nominare Mario Monti senatore a vita, per promuoverlo subito dopo capo del Governo. Una “blindatura generosa” (chi è mai stato presidente del Consiglio in quelle condizioni?) di cui pagheremo le spese per chissà quanto tempo, visto che Monti, personaggio che buona parte dell’Italia dimenticherebbe volentieri, a Palazzo Madama in pratica ce lo teniamo finché scampa.
Poi fu la volta dei “dieci saggi” (Valerio Onida, Mario Mauro, Gaetano Quagliariello, Luciano Violante, Enrico Giovannini, Giovanni Pitruzzella, Salvatore Rossi, Giancarlo Giorgetti, Filippo Bubbico ed Enzo Moavero Milanesi ), messi lì, in attesa di trovare qualcuno da mettere al Governo, a partorire due ponderosi documenti a cui nessuno ha poi dedicato più tempo di uno sguardo.
napolitano-amatoPiù di recente, in perfetta distonia con quanto pensa il Paese (che vorrebbe, da tempo, la riduzione del numero dei Parlamentari) ci ha rifilato quattro nuovi senatori a vita (Claudio Abbado, Elena Cattaneo, Renzo Piano e Carlo Rubbia), tutti meritevoli ma comunque sempre un poco orientati a sinistra … così da far pensare che “ci si stava portando avanti” nel tentativo di trovare in Senato (complice qualche transfuga che nel nostro Parlamento, dai tempi di Depretis, non è mai mancato) una qualche maggioranza in grado di far sopravvivere colui che (presto?) prenderà il posto di Enrico Letta.
Ora, ciliegina sulla torta, ci ritroviamo Giuliano Amato nominato giudice della Corte Costituzionale … e francamente è difficile non chiedersi il perché.
Per la cronaca, Amato, che a suo tempo ebbe il coraggio di dichiarare a Repubblica di “non fare parte della casta”, è stato quattro volte deputato, due volte capo del Governo, due volte ministro del Tesoro e poi ministro dell’Interno, presidente dell’Antitrust, vicepresidente della Convenzione Europea, presidente della Treccani, presidente della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, presidente del Comitato dei Garanti per i 150 anni dell’Unità d’Italia, consulente di Deutsche Bank e infine consigliere di Monti per i tagli ai costi della politica (in pratica, un “tecnico” chiamato a dare consigli a un Governo di tecnici)  … tagli che ovviamente lui, pensionato da oltre 30mila euro al mese, non solo non fece ma nemmeno propose mai.
Fermate il Presidente, voglio scendere!

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From → Casta "News"

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