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MUOVITI BIELLA!

11/12/2013

A SOSTEGNO DELLA MANIFESTAZIONE DEL 9 DICEMBRE

Bella o brutta che sia la protesta del 9 dicembre, se c’è un’area che più di altre dovrebbe essere in questi giorni lì in strada a dimostrare, questo è il Biellese: un tempo florido, invidiato e apprezzato distretto industriale, oggi sistema economico in equilibrio alquanto precario e in via di progressiva smobilitazione.

politici-cittadini-bancheGrazie a un’attività produttiva che lo caratterizzava e lo pervadeva ovunque, dal capoluogo alle valli, ancora una decina di anni or sono, trovare lavoro nel Biellese non era davvero un problema: nel 2002, per esempio, nonostante si fosse nel pieno di una delle consuete “crisi congiunturali” del tessile, il tasso di disoccupazione era pari al 4,1% (ma si era fermato a quota 2,7% l’anno prima) contro il 9,0% medio dell’intero Paese. Un livello comunemente definito “fisiologico”, di cui Biella andava giustamente fiera. Oggi, invece, quel tasso è più che raddoppiato: nel 2012 era pari all’8,9% contro una media nazionale del 10,7%.

Altri dati potrebbero essere messi a confronto (il drastico calo dei consumi, per esempio, il livello più che quadruplicato, delle sofferenze bancarie, il massiccio utilizzo degli ammortizzatori sociali e ancora la continua perdita di valore aggiunto dell’area) ma servirebbero solo a “circostanziare” un cambiamento epocale che nessuno a Biella, da tempo ormai, mette più in discussione.

conti-in-ordineUn cambiamento di cui questa terra, a onor del vero, ha colpa solo in parte. Ai Biellesi può essere infatti imputata l’ingenua convinzione che tutto avrebbe comunque continuato ad andare avanti (ricordo che uno dei presidenti UIB del tempo era solito commentare che “di crisi del tessile italiano se ne parlava quando andavo ancora a scuola … ma oggi siamo ancora tutti qui”) e una colpevole generazionale pigrizia (che altre aree non avevano) in tema di diversificazione.

Al “Sistema Paese” e all’Europa intera va invece “riconosciuto il merito” di averci inguaiato per bene con la tanto osannata quanto incontrollata “globalizzazione”, accompagnata da una finta “liberalizzazione dei mercati” che ha di fatto ucciso il manifatturiero dei paesi mediterranei. L’euro, le continue (e spesso inapplicabili) normative europee, gli italici e mai risolti disservizi e, non ultima, una tassazione a dir poco oppressiva, hanno poi dato il “colpo di grazia”, precipitando il Paese in una crisi che sembra non avere mai fine.

Ce n’è abbastanza per andare tutti, imprenditori e dipendenti, commercianti e artigiani, occupati e disoccupati a sedersi in mezzo alla strada per non alzarsi più e invece … invece a Biella c’erano soprattutto tanti volenterosi giovanotti, l’altra mattina, a “passeggiare” avanti e indietro su quelle strisce pedonali. Ragazzi che, probabilmente, del Biellese del tempo che fu hanno sempre e soltanto sentito parlare. Muoviti Biella!

panorama-biella2

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From → Biella, Casta "News"

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