Skip to content

LA NOSTRA PAZIENZA HA UN LIMITE

19/12/2013

Antidemocratici, populisti, sfascisti (definizione a cui qualcuno ha presto tolto la prima “s”) … questi sono alcuni dei tanti epiteti che ho visto in questi giorni rivolgere a “quelli del 9 dicembre”: gente che a Biella come altrove (con qualche doverosa eccezione, come sempre avviene) è apparsa a tutti arrabbiata ma comunque cortese, stanca ma ancora disponibile, esasperata ma in ogni caso con ancora tanta voglia di fare.

basta-castaPer studiata semplificazione più che per innocente semplicità, media e “addetti ai lavori” li hanno chiamati “forconi”, pur trovandosi davanti un movimento variegato, articolato e diffuso sul territorio. Una capillarità e una determinazione che ha spaventato alquanto l’”apparato”, che non ha esitato a sfruttare al meglio le proprie armi: facendo passare un’informazione distorta (mai visti i TG così tanto di parte, tutti all’unisono), richiamando all’ordine le forze di polizia (colpevoli di aver “forse” solidarizzato con i manifestanti) e lanciando appelli e anatemi nei confronti delle istituzioni, invitandole a “serrare le fila” (tanto non sono loro, capo del Governo o ministro dell’Interno, ad avere a che fare direttamente con la gente).

Risultato? S’è visto, una volta di più, quant’è grande e purtroppo incolmabile la distanza che separa il vertice dalla base, la “casta” dal “paese reale”. Quelli arroccati nei palazzi, gli altri nelle strade a protestare. Loro a lanciare appelli dalle televisioni, gli altri a sbeffeggiarli via Internet.

L'incontro dei manifestanti con il Sindaco di Biella, Dino Gentile

L’incontro dei manifestanti con il Sindaco di Biella

E’ evidente che così non si va da nessuna parte … perché senza lavoro non si crea ricchezza, senza ricchezza non ci sono consumi e senza consumi qualsiasi mercato non sta in piedi. Se poi ancora lo si penalizza con un sistema fiscale a dir poco oppressivo, la frittata è fatta, lo capisce anche un bambino.

E a Roma? A Bruxelles? Perché non lo capiscono? Non sono stupidi, lo sanno benissimo che, avanti così, non si risolve nulla … però “loro” devono difendere lo “status quo”, ovvero quel contorto disegno di Europa che l’Italia, nelle condizioni in cui è (come pure la Grecia, la Spagna, il Portogallo e domani anche la Francia), non riesce a seguire.

Cosa vogliono “i forconi”? Abbattere questo sistema, a Biella come a Torino, in Sicilia come nel Triveneto. Vogliono un Paese (e un’Europa) che sia a fianco dei cittadini, che li protegga, che difenda le sue imprese, il lavoro di tutti, la vita di tutti. Un’Italia che tassi ma non tartassi, che accolga ma che non sia invasa, che applichi regole purché chiare e valide per tutti. Un Paese, insomma, che funziona e paga ciò che deve e che, se ti trovi in difficoltà, ti aiuta e non ti uccide con Equitalia e le mille penali che ti ritrovi subito applicate.

Ci vorrà del tempo ma il primo passo è stato fatto. Ora è chiaro che qualcosa cambierà, con le buone o con le cattive: perché tutto ha un limite, anche la pazienza degli Italiani.

Il corteo del 9 dicembre per le vie di Biella

Il corteo del 9 dicembre per le vie di Biella

“Fondo” pubblicato sul bisettimanale La Nuova Provincia Di Biella di mercoledì 18 dicembre 2013 (clicca questo link per l’articolo in originale)

Annunci

From → Biella, Casta "News"

Lascia un commento

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...