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LA SVOLTA DEI 40ENNI DI LETTA? MA ANCHE NO!

24/12/2013

Si, lo so, domani è Natale, per cui siamo tutti bravi e buoni e la giornata di oggi dovremmo passarla a farci gli auguri … Col cavolo! Prima dite a quello di smetterla di fare le conferenze stampa “parafondoschiena” (suo, ovviamente) giusto un attimo prima della vigilia … poi, forse, mi adeguo. Ecchecavolo … va bene che Natale, le ferie e le altre “feste comandate” sono, per una certa politica, il momento buono per “far passare” tutto ciò che normalmente non sanno come far digerire … ma c’è un limite a tutto: e con ‘sta storia dei quarantenni, abbiate pazienza, Letta il limite l’ha proprio superato.
letta-quarantennePosso capire che ha lì sotto il “trentenne” Renzi (che poi ne ha 38) che spinge ma a lui, che con gli immarcescibili “over” è sempre stato “pappa e ciccia”, l’etichetta di “quarantenne” (che poi ne ha 47) sta proprio un po’ stretta: soprattutto per noi “cinquantenni” (che poi ne ho “solo” 53), che ci troviamo di punto in bianco così, ignorati e messi nel dimenticatoio. Ma anche no!
Perché? Dovete sapere che noi cinquantenni i sessanta, settanta e anche ottantenni di oggi ce li siamo sempre trovati davanti. Sul lavoro, nei partiti, nelle istituzioni … erano sempre lì, non schiodavano mai. Buona parte di loro il “posto” se l’erano conquistato nei mitici anni ’60/’70, quando era più difficile essere disoccupati che occupati, anche se (e diciamolo, una volta tanto …) il titolo di studio di cui si fregiavano, molti se l’erano conquistato più con il “18 politico” che per studio e conseguente merito.
Di questi “ex sessantottini” l’Italia è ancora oggi piena: ieri tutti contro il sistema, poi giù a farne parte, in maniera così radicata da diventare praticamente inestirpabili. Perché loro il posto l’hanno avuto, il ruolo pure, la pensione anche e, com’è noto, i “diritti acquisiti” non si toccano …
Noi cinquantenni, invece, siamo quelli che se è andata bene (ma proprio bene) siamo più o meno riusciti non a salirci ma ad attaccarci al carro … Nel senso che il lavoro l’abbiamo avuto, questo sì, ma ora si rischia ogni giorno di non averlo più in un’età in cui, è risaputo, non ti prende più nessuno. E la pensione? Figuriamoci, noi siamo quelli che ce l’hanno lì davanti come l’asino ha la carota e va già bene se, oltre alle beffe di questo continuo procrastinare, non ci siamo presi anche il danno toccato a quei poveracci (non me ne vogliano) degli “esodati”.
Non bastasse tutto ciò, c’è pure il fatto che di noi e dei nostri problemi non parla mai nessuno; in tema di occupazione, per esempio: dei giovani senza lavoro se ne parla in continuazione ma se ti sbagli a essere disoccupato a 50 anni sono tutti cavoli tuoi. E perché, di grazia? Non dobbiamo forse ancora lavorare minimo minimo 15 anni?
Per cui, caro Letta, guardati bene allo specchio (che, detto “inter nos”, sembra che ne hai 60 di anni!), fai quello che devi fare (compreso occuparti di noi cinquantenni, che poi siamo quelli che i ventenni disoccupati li continuiamo a mantenere) e piantala lì di correre dietro a Renzi … che quella dell'”appeal” più o meno giovanile non è proprio la strada migliore da intraprendere!

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