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A CHE SERVE QUESTO POST?

08/07/2014

zaiaSe c’è una cosa che di Facebook mi ha sempre colpito, è la superficialità della maggior parte dei commenti che qui vengono postati. Il gioco è semplice: si prende una frase, sicuramente poco felice, di questo o quel personaggio, la si “decontestualizza”, e il gioco è fatto! Vai con commenti su commenti in cui tutti si scagliano contro questo, il suo partito e tutti quelli che lo votano.

Ora, premesso che io continuo a NON essere della Lega e che a Pompei non ci sono solo “quattro sassi” bensì un sito archeologico unico al mondo, volete sapere come stanno le cose?

Bene, siamo nel 2010 e il Veneto (l’area Padova-Vicenza-Verona) è stata colpita da un’alluvione che ha causato molti danni. Della cosa si sono fatti carico Napolitano, il premier Berlusconi e il ministro Bossi ma i soldi per aiutare gli agricoltori della zona non sono ancora saltati fuori.

Interviene il governatore del Veneto, Zaia, che propone “di versare l’ acconto Irpef di novembre direttamente al Commissario per l’ emergenza“; cosa che fa “inorridire” l’apparato economico del governo, che già allora di soldi ne vorrebbe di più, altro che incassarne di meno.

E’ a quel punto che il presidente leghista sbotta e si scaglia contro i suo stessi alleati dicendo che, di fronte al Veneto in ginocchio, “c’è chi pensa di spendere 250  milioni per quei quattro sassi di Pompei: una vergogna“.

pompei1Siamo d’accordo, la vergogna è definire “quattro sassi Pompei”, non il contrario: è però altrettanto vergognoso ciò che in quello stesso periodo sta succedendo nel centro archeologico campano, dove sprechi, scandali e interventi della magistratura sono ormai all’ordine del giorno. Pompei sembra ormai un pozzo senza fondo, dove i soldi non bastano mai eppure si perdono o si rischiano di perdere importanti finanziamenti comunitari. Per quale motivo? Opere non fatte o fatte male o mollate lì perché il vecchio sistema di cominciarle con una cifra e poi di rifinanziarle in corso d’opera … non funziona più. Basta un’occhiata alla relazione dell’allora commissario per l’emergenza di Pompei, Marcello Fiori, per rendersene conto.

Da allora (novembre 2010) a oggi, a Pompei è cambiato poco: i soldi continuano a non bastare, le opere ferme sono sempre lì e i crolli si ripetono. Una situazione talmente ingestibile che, per portare avanti il progetto “Grande Pompei” (e non perdere altri fondi europei), l’incarico è stato affidato a un generale dei Carabinieri, “noto per la sua efficienza“.

Se volete approfondire l’argomento, leggetevi questo articolo del Corriere della Sera (NON della Padania) … è di poche settimane or sono. In conclusione, tutto ciò premesso … “cui prodest” questo post oggi, così “ricostruito”, a quattro anni di distanza? Non ci sono nemmeno elezioni in vista!

Un bambino guarda attraverso le macerie della Domus dei Gladiatori di Pompei crollata a causa delle forti infiltrazioni d'acqua e della pesante copertura in cemento armato costruita negli anni cinquanta nel corso di un restauro

Un bambino guarda attraverso le macerie della Domus dei Gladiatori di Pompei crollata a causa delle forti infiltrazioni d’acqua e della pesante copertura in cemento armato costruita negli anni cinquanta nel corso di un restauro

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